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Indigenous Films

L'Amazzonia brasiliana e la foresta paraguaiana del Gran Chaco
The Brazilian Amazon and the Paraguayan Gran Chaco Forest

Tre film illustrano tre delle comunità indigene presenti nella mostra: gli Yanomami dell'Amazzonia settentrionale del Brasile e i Nivaklé e i Guaraní della regione del Gran Chaco in Paraguay.

Three films illustrate here three of the Indigenous communities featured in the exhibition: the Yanomami of the Northern Amazon of Brazil and the Nivaklé and Guaraní of the Gran Chaco region of Paraguay.

Dibujo: Para No Olvidar, 2022, 50 min
Diretto da Fredi Casco e Fernando Allen
Prodotto da Fondation Cartier pour l'art contemporain

Directed by Fredi Casco and Fernando Allen
Produced by Fondation Cartier pour l’art contemporain

Questo film dipinge il ritratto di artisti delle comunità Ishir, Nivaklé e Guarani, tre dei diciannove popoli indigeni che vivono nella regione del Gran Chaco in Paraguay. Attraverso le loro opere, gli artisti rivelano la ricchezza delle loro culture ed i cambiamenti irreversibili del loro ambiente e dei loro modi di vita tradizionali. Il titolo del film è ispirato ad una citazione dell'artista Clemente Juliuz.

This film paints the portrait of artists from the Ishir, Nivaklé and Guarani communities, three of nineteen indigenous peoples living in Paraguay’s Gran Chaco region. Through their works, the artists reveal the richness of their cultures, as well as the irreversible changes to their environment and traditional ways of life. The title of the film is inspired by a quote from artist Clemente Juliuz.

Fredi Casco (nato nel 1967 ad Asunción, Paraguay) è un artista, scrittore e regista, nonché direttore della rivista sudamericana Sueño de la Razón. È cofondatore di El Ojo Salvaje (Mese della Fotografia in Paraguay) e della casa editrice indipendente Ediciones de la Ura di Asunción, e direttore artistico della Fundacion Texo per l'arte contemporanea di Asunción. Il suo lavoro è stato esposto, alla 55ª Biennale di Venezia (2013) e alla BienalSur di Buenos Aires (2019), tra le altre. Nel 2013, Fredi Casco ha diretto insieme Renate Costa il film Revuelta(s) per la Fondation Cartier pour l'art contemporain.

Fredi Casco (b. 1967, Asunción, Paraguay) is a visual artist, writer and filmmaker, as well as editor of the South American magazine Sueño de la Razón. He is co-founder of El Ojo Salvaje (Month of Photography in Paraguay) and the independent publishing house Ediciones de la Ura in Asunción, as well as artistic director of the Fundacion Texo for contemporary art in Asunción. His work has been exhibited at the 55th Venice Biennale (2013) and BienalSur, Buenos Aires (2019), among others. In 2013, Fredi Casco directed with Renate Costa the film Revuelta(s) for the Fondation Cartier pour l’art contemporain.

Fernando Allen (nato nel 1959, Asunción, Paraguay) lavora in Paraguay come fotografo, editore e promotore culturale dal 1984. Nel 1986 ha fondato Fotosintesis, prima e unica galleria fotografica paraguaiana, che dal 1990 è diventata una casa editrice che ha prodotto e pubblicato più di quaranta libri, principalmente in Paraguay, Bolivia e Brasile. Attualmente si occupa di progetti fotografici e audiovisivi riguardanti i problemi della società, in particolare quelli delle popolazioni indigene negli insediamenti urbani e del Chaco paraguaiano.

Su iniziativa della Fondation Cartier, Fredi Casco e Fernando Allen hanno inoltre diretto Como Pez en el Monte (come un pesce nella foresta) nel 2019.

Fernando Allen (b. 1959, Asunción, Paraguay) works in Paraguay as a photographer, publisher and cultural promoter since 1984. In 1986 he founded Fotosintesis, first and only Paraguayan photograph gallery which in the 1990s became a publishing house which has produced and published more than forty books until now, mainly in Paraguay, Bolivia and Brazil. He is now working on photographic and audiovisual projects regarding societal problems, in particular those of Indigenous populations in urban settlements and Paraguayan Chaco.

At the initiative of the Fondation Cartier, Fredi Casco and Fernando Allen also directed Como Pez en el Monte (like a fish in the forest) in 2019.

Image gallery

Dibujo para no olvidar, 2022, View of the exhibition Les Vivants, by Fondation Cartier pour l’art contemporain, Lille, 2022. © Fredi Casco, Fernando Allen and Fondation Cartier pour l’art contemporain
Picture

© Luc Boegly

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La regione del Gran Chaco

La regione del Gran Chaco si trova nel nord del Paraguay, al confine con Argentina, Bolivia e Brasile. Meno conosciuta della vicina Amazzonia, la foresta paraguaiana del Gran Chaco è quella con il più alto tasso di deforestazione al mondo, e rappresenta una minaccia crescente alle persone che vi abitano e alle loro culture. Le comunità indigene Guaraní e Nivaklé – che costituiscono due delle diciannove comunità indigene del Paraguay – attualmente vivono in totale povertà ai margini delle piccole città locali. Per denunciare la distruzione del loro ambiente, gli artisti disegnano l'immensa diversità di specie vegetali e animali che popolano il Gran Chaco del Paraguay. La foresta è sia l'habitat naturale di numerose specie animali (giaguari, pecari, aironi) sia la fonte ancestrale di sussistenza delle persone che la abitano: la raccolta di baccelli di prosopsi, la raccolta del miele dal palo blanco (un tipico albero-bottiglia della regione) e la caccia, sono tutti temi presenti nelle loro opere. Purtroppo, l'equilibrio di questa convivenza, da cui dipende la sopravvivenza dei popoli Guarani e Nivaklé, è oggi seriamente minacciato.

The Gran Chaco region is located in the north of Paraguay, bordering Argentina, Bolivia, and Brazil. Less known than its neighbour, the Amazon, the Paraguayan Gran Chaco Forest has the highest rate of deforestation in the world, posing a growing threat to the people who live there and their cultures. The Guaraní and Nivaklé Indigenous communities –which make up two of Paraguay’s nineteen Indigenous communities– now live in total poverty on the fringes of small local towns. To denounce the destruction of their environment, the artists draw the immense diversity of plant and animal species that inhabit Paraguay’s Gran Chaco. The forest is both the natural habitat of numerous animal species (jaguars, peccaries, herons) and the ancestral source of subsistence for the people who inhabit it: the gathering of prosopis pods, the harvesting of honey from the palo blanco (a typical bottle tree in the region) and hunting are all themes represented in their works. Unfortunately, the balance of this cohabitation, on which the survival of the Guarani and Nivaklé peoples depends, is now seriously threatened.

Mãri hi - The Tree of Dream, 2023, Brazil, 17min
Directed by Morzaniel Ɨramari
With: Davi Kopenawa Yanomami
Production: Aruac Filmes
Co-production: Hutukara Associação Yanomami
Producers: Eryk Rocha and Gabriela Carneiro da Cunha
Editing: Morzaniel Ɨramari , Rodrigo Ribeiro-Andrade, Julia Faraco e Carlos Eduardo Ceccon
Associated Producer: Gata Maior Filmes

Quando i fiori dell'albero Mãri sbocciano, sorgono i sogni. Le parole del grande sciamano Davi Kopenawa guidano un'esperienza onirica nella sinergia tra cinema e sogno yanomami, presentando la poetica e gli insegnamenti dei popoli della foresta.

When the flowers of the Mãri tree bloom, dreams arise. The words of the great shaman Davi Kopenawa lead a dreamlike experience in the synergy between cinema and Yanomami dreaming, presenting the poetics and teachings of the peoples of the forest.

Morzaniel Ɨramari (nato nel 1980, Watorikɨ [Demini], Brasile) è uno dei primi artisti Yanomami ad avvicinarsi al cinema. Si è formato come regista grazie al progetto Video nas Aldeias (Video in the Villages Project), una ONG brasiliana che si dedica al rafforzamento dei diritti degli indigeni attraverso la produzione audiovisiva. Il suo primo cortometraggio, House of Spirits (co-diretto con Dario Kopenawa), è stato realizzato nel 2010. Il lungometraggio Earth-Forest Healers (2014) ha vinto il premio come miglior film al festival Forumdoc.BH. Ha partecipato alla Quarta Settimana dei Registi di Rio de Janeiro (2014) e alla Biennale del Cinema Indigeno di San Paolo (2016). Ha coordinato la comunicazione per l'associazione brasiliana Yanomami Hutukara. Ha partecipato alle riprese The Falling Sky(in uscita), diretto da Eryk Rocha e Gabriela Carneiro da Cunha e basato sull’omonimo libro di Davi Kopenawa e Bruce Albert. Il film Mãri hi – The Tree of Dream (2023) ha vinto il premio per il miglior cortometraggio documentario nella competizione brasiliana del 28° Festival Internazionale del Film Documentario.

Morzaniel Ɨramari (b. 1980, Watorikɨ [Demini], Brazil) is one of the first Yanomami artists working in cinema. He was trained as a filmmaker through the Video nas Aldeias project (Video in the Villages Project), a brazilian NGO to strengthen Indigenous rights through audiovisual production. His first short film, House of Spirits (co-directed with Dario Kopenawa), was made in 2010. The feature film Earth-Forest Healers (2014) won the award for Best Film at the Forumdoc.BH festival. He has participated in the 4th Week of Directors in Rio de Janeiro (2014) and in the Biennial of Indigenous Cinema in São Paulo (2016). He has coordinated communications for the Brazilian Yanomami association Hutukara. He has participated in the filming of The Falling Sky (to be released), directed by Eryk Rocha and Gabriela Carneiro da Cunha and based on the book by Davi Kopenawa and Bruce Albert. The film Mãri hi – The Tree of Dream (2023) won the award for Best short feature documentary in the Brazilian competition of the 28th International Documentary Film Festival, Mãri hi – The Tree of Dream made its international debut at the Sheffield International Documentary Festival in the United Kingdom and has been qualified to dispute for the Oscar for Best Short Documentary.


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Still from Mãri hi – The Tree of Dream, 2023, 17 min, directed by Morzaniel Ɨramari Produced by Aruac Filmes and Hutukara Associação Yanomami. . © Morzaniel Ɨramari, courtesy of Aruac Filmes and Hutukara Associação Yanomami

Yuri u xëatima thë - Fishing with Timbó, 2023, Brazil, 10min
Directed by Aida Harika Yanomami, Edmar Tokorino Yanomami and Roseane Yariana Yanomami
Voices: Aida Harika Yanomami and Edmar Tokorino Yanomami
Production: Aruac Filmes
Co-production: Hutukara Associação Yanomami
Producers: Eryk Rocha and Gabriela Carneiro da Cunha
Editing: Aida Harika Yanomami, Edmar Tokorino Yanomami, Rodrigo Ribeiro-Andrade, Julia Faraco and Carlos Eduardo Ceccon
Associated Producer: Gata Maior Filmes

Due giovani registi Yanomami descrivono la pratica della pesca con il timbó, una vite tradizionalmente usata per stordire i pesci. La combinazione di voci e prospettive nel film suggerisce il re-incanto delle immagini come modo di narrare.

Two young Yanomami filmmakers describe the practice of fishing with timbó, a vine traditionally used to stun fish. The combination of voices and perspectives in the film suggests the re-enchantment of images as a way of storytelling.

I registi yanomami Aida Harika (n. 1998, Watorikɨ [Demini]) e Edmar Tokorino (n. 1986, Watorikɨ [Demini]) vivono nel villaggio di Watoriki. Fanno parte di un collettivo Yanomami avviato nel 2018 da Hutukara Associação Yanomami, con il supporto dell'Instituto Socioambiental. Dal 2021, Harika e Tokorino hanno partecipato a diversi workshop per la produzione di video e cortometraggi, riflettendo un crescente interesse per i nuovi media. I primi due cortometraggi co-diretti insieme sono mostrati qui per la prima volta. Anche Roseane Yariana (nata nel 1999, Watoriki- [Demini]) ha partecipato al workshop audiovisivo nel 2018. Vive nel villaggio di Buriti ed è figlia dell'artista Joseca Mokahesi, le cui opere sono anch’esse parte di questa mostra. I tre registi hanno partecipato alle riprese di The Falling Sky (in uscita), diretto da Eryk Rocha e Gabriela Carneiro da Cunha e basato sul libro di Davi Kopenawa e Bruce Albert.

Yanomami filmmakers Aida Harika (b. 1998, Watorikɨ [Demini]) and Edmar Tokorino (b. 1986, Watorikɨ [Demini]) live in the village of Watoriki. They are part of a Yanomami media collective initiated in 2018 by Hutukara Associação Yanomami, with support from Instituto Socioambiental. Since 2021, Harika and Tokorino have participated in several workshops to produce videos and short films, reflecting a growing interest in media technologies. The first two short films they co-directed are shown here for the first time. Roseane Yariana (b. 1999, Watoriki- [Demini]) was also part of the audiovisual workshop in 2018. She lives in Buriti village and is the daughter of artist Joseca Mokahesi, whose work is also included in this exhibition. The three filmmakers participated in the filming of The Falling Sky (to be released), directed by Eryk Rocha and Gabriela Carneiro da Cunha and based on the book by Davi Kopenawa and Bruce Albert.

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Still from Fishing with Timbó (Yuri u xëatima thë), 2023, 10 min, Directed by Aida Harika, Edmar Tokorino and Roseane Yariana , Produced by Aruac Filmes and Hutukara Associação Yanomami. © Roseane Yariana, Aida Harika, Edmar Tokorino, courtesy of Aruac Filmes and Hutukara Associação Yanomami

Il popolo Yanomami in Brasile

Gli Yanomami sono un popolo indigeno di cacciatori-raccoglitori e orticoltori dediti al debbio (pratica anche definita "taglia-e-brucia", che conta circa 54.000 persone. Occupano un territorio di 220.000 km2 situato nell'Amazzonia settentrionale, da entrambi i lati del confine tra Venezuela e Brasile, che rappresenta quasi l'1,5% della foresta tropicale ancora conservata sul pianeta. Nell'estremo nord dell'Amazzonia brasiliana ci sono 29.000 Yanomami. Il loro territorio, leggermente più grande del Portogallo, è stato legalmente riconosciuto con decreto presidenziale nel maggio 1992. Questi "abitanti della foresta" (urihi thëri thë pë in yanomami) sono quindi uno dei grandi popoli amazzonici, la cui voce e conoscenza sono particolarmente importanti da ascoltare. Parallelamente alla lotta che conducono per contrastare l'invasione delle loro terre da parte dei cercatori d'oro e in difesa del riconoscimento dei loro diritti, diversi artisti Yanomami hanno iniziato a sensibilizzare il mondo alla ricchezza delle loro tradizioni e della bellezza del loro modo di vivere.

The Yanomami people in Brazil

The Yanomami are an indigenous people of hunter-gatherers and slash-and-burn horticulturalists, numbering approximately 54,000. They occupy a territory of 220,000 km2 located in the northern Amazon, on both sides of the border between Venezuela and Brazil, which represents nearly 1.5% of the tropical forest still preserved on the planet. In the far north of the Brazilian Amazon, there are 29,000 Yanomami. Their territory —slightly larger than Portugal— was legally recognized by presidential decree in May 1992. These “inhabitants of the forest” (urihi thëri thë pë in Yanomami) are thus one of the great Amazonian peoples, whose voice and knowledge are increasingly important to listen to today. In parallel to their struggle to thwart the invasion of their lands by gold miners and to defend the recognition of their rights, several Yanomami artists have begun to make the world aware of the richness of their traditions and the beauty of their way of life.