James Barnor
Nato a 1929, Ghana
Vive e lavora a Londra
L’opera di James Barnor (nato in Ghana nel 1929), che abbraccia oltre sette decenni, attraversa i continenti e spazia tra diversi generi fotografici, dal ritratto in studio alla fotografia in esterni, con un’energia e uno sguardo sul mondo sempre rinnovati. Considerato un pioniere della fotografia in Africa, nel 1953 ha fondato ad Accra lo studio Ever Young, un luogo chiave per la società ghanese nel suo cammino verso l’indipendenza, nonché uno spazio di incontro e socializzazione per i giovani.
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James Barnor, Calendrier AGIP de 1974, 1973, Accra, tirage chromogènes, 44 × 44 cm © James Barnor, courtesy galerie Clémentine de la Féronnière -
James Barnor and Ibrahim Mahama, Untitled, 2024, polaroids, 90 × 60 cm. © James Barnor and Ibrahim Mahama, courtesy galerie Clémentine de la Féronnière
Nel 1959, dopo aver documentato l’indipendenza del Ghana, James Barnor si trasferisce a Londra per perfezionare le proprie competenze tecniche. Lì immortala il fermento della capitale negli anni Sessanta e l’esperienza della diaspora africana nel Regno Unito. Alla fine degli anni Sessanta fa ritorno in Ghana per fondare il primo laboratorio di fotografia a colori del Paese, documentando le trasformazioni industriali e sociali della nazione nel corso degli anni Settanta.
Oggi novantasettenne, James Barnor risiede a Londra, dove si dedica all’organizzazione del suo archivio fotografico. Condivide con Ibrahim Mahama l’obiettivo comune di trasmettere alle giovani generazioni il patrimonio culturale e industriale del Ghana. Tale aspirazione si è concretizzata nel loro incontro a Tamale nel 2024, testimoniato da un film e da Polaroid di grande formato esposti per la prima volta.
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James Barnor nella Galerie Valois
La Fondation Cartier pour l’art contemporain e la RATP collaborano per presentare *James Barnor, Le Style dans le viseur*. Pensata per le nicchie della galleria Valois, la mostra svela una selezione di fotografie e provini a contatto realizzati nell'ambito della collaborazione tra il fotografo ghanese James Barnor e la rivista *Drum* negli anni Sessanta.
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